Come riconoscere le coliche del neonato

Pianto da coliche del neonato

Il pianto rappresenta l’unico strumento di comunicazione che il neonato possa sfruttare durante i primi mesi della sua vita però non tutti sanno che il neonato cambia il tipo di pianto in base a cosa deve chiedere o comunicare. Bisogna sapere anche che normalmente il neonato piange in media dalle 2 – 3 ore al giorno e in questa fase che si instaura un rapporto di comunicazione tra la mamma che riesce ad intuire se il neonato ha fame, vuole un abbraccio o altro. Dopo la nascita tutti i pianti dei bambini sembrano essere molto simili, in realtà variano in rapporto del timbro e della modulazione vocale, quindi sta a noi decifrare cosa vuole comunicare il bambino e, più lo comprendiamo, più saremo in sintonia con le sue esigenze.

I 7 tipi di pianto del bambino

Tutti i bambini piangono per le stesse cose, alcuni genitori lo interpretano come un modo di comunicare o una richiesta quindi cercano di interpretarlo e capiscono che la calma è la cosa migliore da trasmettere, ma altri vanno in panico e in ansia e questo peggiora la situazione visto e considerato che i neonati percepiscono istintivamente lo stato d’animo dei genitori.

Ci sono vari tipi di pianto e alcuni studi li hanno suddivisi in 7 tipi che a seconda del tipo comunicherà una richiesta o problematica, classificabili quindi in :

  1. Pianto da fame
  2. Pianto per il pannolino sporco
  3. Pianto dell’abbandono e della paura
  4. Pianto per stimoli troppo forti
  5. Pianto da sonno
  6. Pianto per essere preso in braccio
  7. Pianto per dolori forti

Quello di cui voglio parlare in questo momento è il pianto più frequente, quello che manda in panico anche i genitori più sereni: il pianto da coliche o del dolore alla pancia.
Il pianto per le coliche del neonato è caratterizzato da agitazione e sembra inconsolabile/infinito.

Esistono due tipologie di pianto da coliche: una è tipicamente serale, mentre durante la giornata il piccolo è piuttosto calmo, l’altra invece si manifesta a tutte le ore del giorno e spesso il bimbo sgrana gli occhi, è agitato o può avere rigurgiti.

Naturalmente si consiglia sempre di interpellare un pediatra per escludere cause organiche le quali possono provocare irritabilità, infezioni, otiti, reflusso gastroesofageo, stipsi e quindi formulare una vera e propria diagnosi.
Una volta che il pediatra ci conferma che sono delle semplici coliche a questo punto sta a noi trovare un metodo semplice nell’esecuzione, innocuo e che ci dia un risultato per attenuare questo disturbo.

In realtà non esiste un rimedio assoluto, una soluzione che possa adattarsi a chiunque per affrontare le coliche, proprio per questo conoscere più di un possibile rimedio contro le coliche del neonato ci consente di trovare quello più adatto al nostro bambino, ricordandoci che ogni bimbo è un caso a sé e il modo per attenuare il dolore al pancino per le coliche sarà diverso gli uni dagli altri anche, ad esempio, nel caso di due fratellini.

Cosa sono le coliche del neonato

Noi addebitiamo le coliche del bambino sempre ad un cumulo gassoso, ma per ora c’è un’altra ipotesi: sembra che il disturbo sia anche di origine ormonale, non a caso la scomparsa delle coliche (che solitamente è intorno ai 3 mesi) coincide con l’aumento della secrezione di melatonina e con un nuovo assetto ormonale generale dell’organismo.

Rimedi contro le coliche del neonato

Ci sono atteggiamenti che vengono istintivi alle mamme come coccolarli, accarezzare il pancino (in tal caso sarà utile massaggiarlo in modo leggero e in senso orario, in quanto l’intestino ha proprio quel “senso di marcia”), oppure mettere qualcosa di caldo come ad esempio usare una borsa dell’acqua calda.

Tutti questi trattamenti hanno una cosa in comune: i movimenti devono essere lenti e costanti, in caso contrario – cioè movimenti bruschi o nervosi – sarà moto più facile che la situazione peggiori aumentando le coliche e quindi il pianto.

Ma torniamo ora al nostro punto di vista, ossia la colica del neonato in caso di cumulo gassoso. In questo caso ci affidiamo sicuramente alla Riflessologia Plantare per il neonato.
Certamente non è il caso di direi che è possibile spiegare in breve una seduta intera di Riflessologia Plantare, in quanto per applicarla bisognerebbe conoscere almeno la base della Medicina Tradizionale Cinese.
Certamente però si possono stimolare alcune zone le quali, una volta ricevuto degli impulsi andranno, tramite un riflesso, a concorrere per il beneficio del pancino del neonato.

Sicuramente i conservatori e tradizionalisti della riflessologia criticheranno queste nozioni semplicistiche, ma la mia esperienza mi ha insegnato che si possano dare nozioni semplici e di efficace risultato anche a persone che non sono dei veri esperti in materia.
Inoltre è proprio così facendo sono convinto che molte persone avranno la possibilità di approcciare il mondo delle tecniche manuali, grazie proprio a nozioni semplici e facendo in modo che il messaggio che passa sia “tutti possiamo fare qualcosa, magari poco, ma se è senza rischio ne vale la pena”.
Pensiamo a quanti esperti, io stesso, sono partiti con piccole cose, le quali dando soddisfazione e successo sono state lo stimolo principale per poi approfondire e specializzarsi.

Per capirci nel piede ci sono delle zone che una volta stimolate andranno a creare un riflesso in una determinata zona del nostro corpo.
Come spiego nel mio corso di Riflessologia Plantare, esistono due tipi di zone riflesse. Quella che a noi interesserà in questo caso è la zona di riflesso diretta: si dice “sfruttare una zona di riflesso diretta” nel caso in cui per portare – esempio – beneficio all’intestino agisco direttamente sulla zona del piede che riflette l’intestino.

Il consiglio è quello dii far svolgere il massaggio al piede sempre dalla mamma o dal papà, in quanto il bambino si sentirà più sicuro e sereno, oltre che a fortificare il rapporto tra figli e genitori – visto che è stato provato che il contatto fisico tra genitori e figli fortifica il rapporto a lungo termine.

Riflessologia Plantare e coliche del bambino

Il massaggio al piede al neonato deve essere eseguito in modo leggero, deve essere simile ad una carezza e il trattamento deve essere di breve durata (il tutto può durare tre quattro minuti al massimo).

I punti, o meglio le zone, del piede da trattare sono semplici da individuare, oltretutto ci si limita a cinque zone, due delle quali zone di riflesso dirette . Questo metodo non vi da solo la possibilità di attenuare le coliche nel momento stesso che si presentano, in realtà il consiglio che posso darvi è di fare questo “ massaggio” cercando di anticipare la colica di qualche ora in modo che si presenti meno forte e poi un po’ alla volta meno frequente. Quindi questo metodo si può usare durante la colica, ma meglio se trattate il bimbo per una decina di giorni consecutivi cercando di anticipare la colica la quale si presenta sempre allo stesso orario. Poi successivamente solo a bisogno. Ora nel video sarà più semplice capire l’esecuzione, inoltre potete guardare e applicare in contemporanea.

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